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日志


6月16日

Momenti

Fiorire d'ingrata utopia
non lasciarmi andar via.
Prendi,
il tuo veleno.
E' dolce vedere
quant'è avido il cielo.
Giorni di pensieri e
pensieri di giorni.
Giorni che
ormai
non sono più.
Momenti che
mai
potrebbero essere.
 
A.
6月1日

01.06.07

Pregar l'amor
ch'a nulla occorre,
ad esserm'io anelavo.
Pazzo.
Lasciato lì,
un quadro dipinto per caso,
oro che non sa brillare..
dove respirar non serve.
5月31日

L'avrei fatto, se me l'avessi permesso.

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene. 
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

Amor mio..

Lo spirito afflitto trova pace
solo in unione a uno spirito a lui simile.
I due convergono nell'affetto,
come uno straniero si rallegra
a vedere un altro straniero
in una terra lontana.
I cuori che si uniscono
per mezzo del dolore
non saranno separati
dalla gloria della gioia.
L'amore lavato dalle lacrime
rimane eternamente puro e bello.

Ricordo

 

Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo
svanisca con le nuvole,
ed è la mia perenne consapevolezza del passato
che causa a volte il mio dolore.
ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,
non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie del mondo intero.

 

K. Gibran

4月29日

Il giorno che t'ho conosciuta/oggi

Era malato il nostro piccino,
lo sapevamo bene,
ma abbiamo gioito
nel cullare il suo cadavere
senza più forma.
Ho cercato i vestitini più graziosi,
per dimenticare la sua pelle madida
e ritrovar la delizia
atroce
di stringerlo forte.
L'hai truccato,
un nauseante pagliaccio
a disagio tra mille principi azzurri..
la terra copre il suo viso,
non lo saluti?
4月23日

La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani

ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

G. D'Annunzio

Qui ti amo

Qui ti amo.
Negli oscuri pini si districa il vento.
Brilla la luna sulle acque erranti.
Trascorrono giorni uguali che s'inseguono.

La nebbia si scioglie in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte stelle.

O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui ti amo.

Qui ti amo e invano l'orizzonte ti nasconde.
Ti sto amando anche tra queste fredde cose.
A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
che corrono per il mare verso dove non giungono.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
I moli sono più tristi quando attracca la sera.
La mia vita s'affatica invano affamata.
Amo ciò che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia combatte con i lenti crepuscoli.
Ma la notte giunge e incomincia a cantarrni.
La luna fa girare la sua pellicola di sogno.

Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi.
E poiché io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.
 
P. Neruda

Dove tu sei, luce, è il mattino

Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest'ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su noi.
È buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi.
 
C. Pavese
4月16日

Degli eroici furori

Degli eroici furori del sabato sera, quando si pensa d'affogare il mondo in un bicchiere di vodka scadente.
Quando si pensa di conoscere tutti, che tutti siano lì per favorire il nostro sollazzo. Quando si pensa che si sia tutti lì per dimenticare il venerdì e pensare alla noiosa domenica.
Degli eroici furori della domenica, quando a cena si ipotizzano vite facili da vivere, si gareggia per decidere chi vive meglio, chi al mattino si alza presto per andare a correre prima dell'ufficio.
Chi invece al mattino si sveglia tardi e corre per fuggire dalla routine.. no, quella è gente che si fa troppe seghe mentali. E' gente che nn farà mai un cazzo nella vita, sono i filosofi, gli scrittori che sicuramente finiranno a vivere per strada.
Degli eroici furori del bar dello sport, dove chi più lavora più viene rispettato; e chi meno rispetta la famiglia, chi più si impone ai famigliari per mezzo della paura viene osannato.
Degli eroici furori da stadio, dove è il capo a decidere chi è abbastanza comunista.
Degli eroici furori, dei miei.. che tengo per me e che mi ostino a non voler capire.
 
A.

16.04.2007

Avete tutti tanto da fare, tanto da raccontare, tutto di cui vantarvi, no?
ecco, occupatevi di voi stessi, coltivatevi: lasciatemi decostruire, lasciate che io possa distruggermi e ricostruirmi ergendomi sul poco di certo che mi rimane.
Parlate tra di voi delle vostre serate indimenticabili, delle vostre conquiste invidiabili; da questa parte c'è qualcuno che non ha più orecchio se non per pochissimi.
Qui c'è qualcuno che comincia ad ascoltarsi, una volta per tutte, e a darsi la precedenza.
Non avete più importanza.
 
A.
4月15日

Pensiero inedito.

Solo ora so.
Non cancello il passato, no.
Se lo facessi crollerebbe tutto.
Ma lo rileggo con occhi miei, non più attraverso lanternoni dalla fioca luce malata.
Meravigliosamente ricominciato, dedico a te ogni respiro.
Sbocciano pensieri senza ombre, senza niente dietro.
Solo ora sono. Tuo.
A.